Casse passive full range

Una cassa passiva non ha elettronica dentro: riceve il segnale già amplificato da un finale esterno. Pesa meno di un'attiva di pari misura, non ha bisogno di una presa elettrica accanto e regge meglio un'installazione fissa in un locale, in una sala parrocchiale o in un teatrino, dove i finali stanno in regia e i cavi corrono nel muro.

I dati da leggere sono l'impedenza nominale (di solito 8 o 4 ohm), la potenza continua o AES che il mobile sopporta e la sensibilità in dB a 1 watt e 1 metro. Con questi tre numeri capisci quale finale serve e quante casse puoi collegare in parallelo su un canale senza scendere sotto il carico minimo dell'amplificatore.

Guarda poi i connettori (speakON, morsetti, jack), i punti di aggancio per staffe o sospensione e la presenza di un incavo per lo stativo. Le passive tornano utili anche come espansione di un mixer amplificato. Dalle opinioni degli acquirenti emergono spesso la qualità del mobile, la griglia e l'abbinamento con finali di potenza diversa.

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